Il Parlamento Italiano
non smette di discutere da dieci anni della legge di cittadinanza che prevede la
difesa dei figli dei cittadini immigrati ne nostro paese
regolarmente.
Troppo tempo è passato e troppo ne sta passando, dato
che una soluzione ancora non è stata trovata. La scorsa primavera la
Commissione Affari Costituzionale della Camera ha emesso tramite
Marilena Fabbri (relatrice del PD) un testo in cui si legge
chiaramente una sintesi delle tante (29) proposte di Legge che la
Camera ha espresso.
Il seguente testo reclama
che ai figli degli immigranti residenti in Italia, venga modo di
ottenere la cittadinanza, seguendo però alcuni criteri determinanti.
Questo è solo un primo piccolo passo dell’annunciata riforma, che
però prevederà ancora tempi lunghi.
Con la conclusione di tale
Legge, i minori degli immigrati residenti da anni, potranno ottenere
la cittadinanza italiana a patto che rispettino la frequenza
scolastica o la stessa residenza nel nostro Paese da parte di uno dei
due genitori.
La stessa cittadinanza italiana verrebbe assegnata
immediatamente subito dopo all’iscrizione del neonato all’anagrafe
della città di appartenenza. I bambini che nascono in Italia senza
questi importanti dati, oltre a quelli giunti sotto i 12 anni di età,
potranno ottenere l’incolumità del territorio solamente se avranno
frequentato regolarmente (5 anni) istituti scolastici in Italia.
Quelli tra i 12 e i 18 anni avranno la regolare cittadinanza italiana
dopo aver regolarmente abitato nel nostro Paese per una periodo lungo
sei anni.
Tante sono state le tappe
del provvedimento.
La Commissione Affari Costituzionali a metà 2003
ed inizio 2004, ha esaminato diverse proposte parlamentari senza
esito. Si è passati poi nell’estate del 2006 con una seria
indagine, ma niente da fare. La volta buona sembra arrivare ad inizio
2008, ma dopo una discussione l’Iter deve nuovamente ripartire da
zero. Nel 2010 il testo approda nuovamente alla Camera per
approfondimenti fino a giungere nel fine luglio del 2012 quando,
ancora una volta, la Commissione rimanda tutto.
Ora sembra che il
calvario per i tanti immigrati sia finito, ma sarà davvero la volta
buona? Siamo in Italia e tutto è possibile.

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