domenica 6 settembre 2015

Legge di riforma della cittadinanza italiana, proposte e discussioni

Il Parlamento Italiano non smette di discutere da dieci anni della legge di cittadinanza che prevede la difesa dei figli dei cittadini immigrati ne nostro paese regolarmente. 

Troppo tempo è passato e troppo ne sta passando, dato che una soluzione ancora non è stata trovata. La scorsa primavera la Commissione Affari Costituzionale della Camera ha emesso tramite Marilena Fabbri (relatrice del PD) un testo in cui si legge chiaramente una sintesi delle tante (29) proposte di Legge che la Camera ha espresso.

Il seguente testo reclama che ai figli degli immigranti residenti in Italia, venga modo di ottenere la cittadinanza, seguendo però alcuni criteri determinanti. Questo è solo un primo piccolo passo dell’annunciata riforma, che però prevederà ancora tempi lunghi. 

Con la conclusione di tale Legge, i minori degli immigrati residenti da anni, potranno ottenere la cittadinanza italiana a patto che rispettino la frequenza scolastica o la stessa residenza nel nostro Paese da parte di uno dei due genitori. 

La stessa cittadinanza italiana verrebbe assegnata immediatamente subito dopo all’iscrizione del neonato all’anagrafe della città di appartenenza. I bambini che nascono in Italia senza questi importanti dati, oltre a quelli giunti sotto i 12 anni di età, potranno ottenere l’incolumità del territorio solamente se avranno frequentato regolarmente (5 anni) istituti scolastici in Italia. Quelli tra i 12 e i 18 anni avranno la regolare cittadinanza italiana dopo aver regolarmente abitato nel nostro Paese per una periodo lungo sei anni.

Tante sono state le tappe del provvedimento. 

La Commissione Affari Costituzionali a metà 2003 ed inizio 2004, ha esaminato diverse proposte parlamentari senza esito. Si è passati poi nell’estate del 2006 con una seria indagine, ma niente da fare. La volta buona sembra arrivare ad inizio 2008, ma dopo una discussione l’Iter deve nuovamente ripartire da zero. Nel 2010 il testo approda nuovamente alla Camera per approfondimenti fino a giungere nel fine luglio del 2012 quando, ancora una volta, la Commissione rimanda tutto. 

Ora sembra che il calvario per i tanti immigrati sia finito, ma sarà davvero la volta buona? Siamo in Italia e tutto è possibile.


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